Suino Antibiotic Free

marzo 22, 2016

crpa



disciplinare tecnico per la produzione di suini da macello

senza utilizzo di antibiotici e sulfamidici


PARTE PRIMA (disponibile per consultazione pubblica)

  1. GENERALITA’

          Premessa

  • Gli antimicrobici, categoria alla quale appartengono gli antibiotici, sono farmaci essenziali per uccidere i microrganismi o interromperne la crescita e la proliferazione. Sono comunemente usati in medicina umana e veterinaria per il trattamento di un ampio ventaglio di malattie infettive.
  • La resistenza agli antimicrobici (antimicrobial resistance – AMR) è la capacità di un dato batterio di resistere a un antimicrobico al quale era precedentemente sensibile, rendendo il prodotto inefficace.
  • L’uso eccessivo e l’abuso di antibiotici vengono considerati le principali cause della crescita e della diffusione di batteri antibiotico-resistenti; questi determinano una conseguente perdita di efficacia delle terapie e gravi rischi per la salute pubblica. I fenomeni di resistenza sono sempre più frequenti e le infezioni sono sempre più difficili da trattare.
  • I batteri resistenti possono diffondersi attraverso numerose vie. Quando la resistenza agli antimicrobici si verifica in batteri zoonotici[1] presenti in animali e alimenti, essa può anche compromettere l’efficacia del trattamento di malattie infettive negli esseri umani. Batteri quali salmonelle e Campylobacter, che vivono negli animali, possono diventare patogeni anche per gli uomini, che si infettano direttamente dall’animale o attraverso i prodotti alimentari di origine animale.
  • Per capire l’importanza del settore zootecnico in relazione alla resistenza agli antimicrobici è necessario considerare che circa l’80% della produzione mondiale di antibiotici viene utilizzata negli allevamenti zootecnici per il trattamento e la prevenzione di alcune malattie infettive.
  • Questo ha provocato, in particolare negli allevamenti suinicoli, un forte aumento delle resistenze. L’utilizzo profilattico dell’antibiotico deve essere valutato molto attentamente in quanto sospettato di favorire la selezione di resistenza, in particolare nel tratto gastrointestinale.
  • Per questi motivi si stanno sviluppando tecniche d’allevamento alternative che permettono di eliminare o limitare fortemente l’utilizzo di antibiotici nel trattamento degli animali. Queste tecniche si basano sul potenziamento delle difese dell’allevamento da:
  • l’ingresso di malattie dall’esterno, mediante tecniche di protezione fisica dell’allevamento dall’ingresso di potenziali vettori di malattie (recinzioni perimetrali, quarantena, zone filtro per uomini e mezzi, percorsi e movimentazioni interne);
  • l’insorgenza di malattie interne, mediante l’ottimizzazione delle condizioni degli ambienti d’allevamento (adeguata progettazione e realizzazione delle strutture, tecniche per il controllo ambientale, sistemi adottati per l’alimentazione e l’abbeverata, tecniche di asportazione degli effluenti zootecnici) e l’applicazione attenta delle norme igienico-sanitarie di base (pulizia, disinfezione, vuoto sanitario, trattamento/gestione dei suini “problema”, ecc.).

Presentazione dell’organizzazione e/o della filiera coinvolta

  • La filiera suino antibiotic free prevede il coinvolgimento di allevamenti di suini da accrescimento-ingrasso, un mangimificio, un impianto di macellazione , un impianto di trasformazione e un gruppo della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

Oggetto e scopo

  • Oggetto del disciplinare è l’allevamento dei suini nelle fasi di magronaggio e ingrasso senza l’utilizzo di antibiotici e sulfamidici. Scopo principale è quello di produrre suini pesanti da salumificio dai quali possano originare prodotti certificati antibiotic free, in grado di ridurre le cause di antibiotico resistenza.

Documenti di riferimento

  • Direttiva 2008/120/CE del Consiglio del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini (versione codificata). GU L 47/5, 18 febbraio 2009.
  • Direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti. G.U. n. L 22, 18 agosto 1998.
  • Regolamento CE n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97. G.U. L 003, 5 gennaio 2005.
  • Regolamento CE n.1099/2009 del Consiglio del 24 settembre 2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento. G.U. L 303/1, 18 novembre 2009.
  • European Food Safety Authority and ECDC (2011) The European Union Summary Report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in the European Union in 2009. EFSA Journal 9(7):2154, p 1-321.
  • Committee for Medicinal Products for Veterinary Use (2009) Revised Reflection Paper On The Use Of 3rd And 4th Generation Cephalosporins In Food Producing Animals In The European Union: Development Of Resistance And Impact On Human And Animal Health, European Medicines Agency, London, 16 March 2009.
  • European Food Safety Authority Panel on Biological Hazards (2009) Scientific Opinion. Assessment of the Public Health significance of meticillin resistant Staphylococcus aureus (MRSA) in animals and foods. The EFSA Journal (2009) 993, 1-73.
  • ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), EFSA (European Food Safety Authority) and EMA (European Medicines Agency), 2015. ECDC/EFSA/EMA first joint report on the integrated analysis of the consumption of antimicrobial agents and occurrence of antimicrobial resistance in bacteria from humans and food-producing animals. Stockholm/Parma/London: ECDC/EFSA/EMA, 2015. EFSA Journal 2015;13(1):4006,114 pp.
  • Linee guida per la gestione e il controllo sanitario dell’allevamento di suini all’aperto“, Giunta della Regione Emilia-Romagna, 28 luglio 2008.

Descrizione del prodotto:

Denominazione

  • L’indicazione suino antibiotic free è riservata al prodotto che risponde ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare tecnico.

Descrizione del prodotto oggetto della certificazione

  • Suini allevati nella fase di accrescimento e ingrasso senza l’utilizzo di antibiotici e sulfamidici.

Zona di produzione

  • Territorio italiano.

Campo di applicazione

  • Suini dal peso vivo iniziale di 25-30 kg al peso vivo finale di macellazione di 160 kg e oltre.

Arrivo dei suini e formazione dei gruppi

  • Il trasferimento dei suini deve avvenire in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente, ossia il regolamento CE n.1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate.

Condizioni degli ambienti d’allevamento

  • L’allevamento dei suini deve essere condotto in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente (direttiva 2008/120/CE), che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini in allevamento. Hanno valore tutte le disposizioni generali e quelle relative ai suini in accrescimento e ingrasso.
  • Nel caso di allevamento all’aperto deve essere condotto anche in conformità a quanto previsto per le fasi di accrescimento e ingrasso nelle “Linee guida per la gestione e il controllo sanitario dell’allevamento di suini all’aperto“, approvate dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna il 28 luglio 2008. Le superfici minime unitarie per il dimensionamento dei recinti sono pari a 250 m2/capo per suini in accrescimento e ingrasso.
  • Nel caso di allevamento in porcilaia uno standard superiore viene adottato per la superficie unitaria di stabulazione, che deve essere almeno del 100% maggiore rispetto a quella minima indicata dalla normativa vigente. Le superfici unitarie minime di riferimento per il presente disciplinare sono quindi le seguenti: 0,8 m2/capo per suini da 30 a 50 kg di peso vivo; 1,1 m2/capo per suini da 50 a 85 kg; 1,3 m2/capo per suini da 85 a 110 kg; 2 m2/capo per suini oltre 110 kg.
  • I pavimenti, le superfici interne, le attrezzature di contenimento dei suini (divisori, cancelli) e quelle per la somministrazione di alimento e acqua di bevanda devono essere facilmente pulibili, ben conservati e privi di elementi pericolosi per gli animali.
  • Nelle porcilaie devono essere attentamente controllati i parametri microclimatici e ambientali (temperatura, umidità relativa, velocità dell’aria, polvere, concentrazione dei gas tossici), per mantenerli ai livelli considerati ottimali per la categoria suina allevata, e comunque a livelli non dannosi per gli animali.
  • I suini devono avere accesso permanente ad arricchimenti ambientali, ossia a una quantità sufficiente di materiali che consenta loro adeguate attività di esplorazione e manipolazione (almeno un tronchetto di legno sospeso a catena per singolo box).
  • Le attrezzature utilizzate per l’alimentazione e l’abbeverata devono essere progettate, costruite e installate in modo tale da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti e dell’acqua e le conseguenze negative derivanti da rivalità tra gli animali.
  • L’acqua è elemento essenziale per il benessere e la salute dei suini e deve essere fornita in modo continuativo, mediante un impianto automatico di abbeverata correttamente progettato e mediante abbeveratoi a imbocco previsti in numero adeguato alla capienza del singolo box.
  • Ciascun suino deve avere accesso agli alimenti. Nel caso di alimentazione contemporanea, il fronte unitario di riferimento del truogolo lineare, per il presente disciplinare, deve rispettare i seguenti valori: 0,28 m/capo per suini da 30 a 50 kg di peso vivo; 0,34 m/capo per suini da 50 a 85 kg; 0,37 m/capo per suini da 85 a 110 kg; 0,42 m/capo per suini oltre 110 kg.
  • Nel caso di alimentazione ad libitum il fronte unitario al truogolo deve consentire ai suini, anche in funzione del tempo di alimentazione, di alimentarsi senza competizione.

Alimentazione

  • I suini devono essere alimentati soltanto con mangimi preparati dal mangimificio che partecipa alla filiera “Suino antibiotic free”.
  • La produzione di alimenti destinati ai suini della filiera antibiotic free deve avvenire su linea separata dai medicati, per garantire l’assenza di contaminazioni con residui di antibiotici e sulfamidici nel mangime.
  • Gli alimenti destinati ai suini della filiera antibiotic free devono essere trasportati dal mangimificio all’allevamento con mezzi idonei al trasporto di alimenti. Prima di ogni consegna di mangime le celle del camion devono essere opportunamente pulite e lavate.
  • Il mangime deve essere conservato in appositi sili di stoccaggio.
  • Negli alimenti e nell’acqua di bevanda somministrati ai suini non devono essere presenti antibiotici e sulfamidici.
  • Le sostanze vegetali ad attività fitoterapica e i prodotti antielmintici per curare le parassitosi intestinali sono consentiti.
  • Nell’alimento l’ossido di zinco fino a un dosaggio massimo di 3.000 mg/kg è consentito.
  • L’alimentazione ammessa può essere secca o liquida (broda), con somministrazione razionata o ad libitum.

Norme igienico-sanitarie

  • I suini malati o feriti devono essere allontanati il prima possibile dai box di accrescimento/ingrasso e alloggiati in appositi box infermeria, per evitare l’eventuale contagio di altri suini e per agevolarne la cura. Nel caso in cui questi suini siano trattati con antibiotici e sulfamidici, devono essere allontanati dall’allevamento antibiotic free prima del trattamento.
  • In ogni reparto di accrescimento/ingrasso deve essere adottata la tecnica del “tutto pieno tutto vuoto” (TPTV), che consiste nel riempire il più rapidamente possibile un locale d’allevamento, in modo da avere animali con le stesse caratteristiche di crescita, svuotandolo completamente a fine ciclo, in modo da poterlo sottoporre ad accurate operazioni di pulizia e disinfezione e a un periodo di vuoto sanitario non inferiore a 3 d.

La pulizia/disinfezione a fine ciclo deve prevedere le seguenti operazioni:

  • svuotamento completo delle fosse liquami del reparto;
  • asportazione delle piccole attrezzature mobili (mangiatoie e catene degli arricchimenti ambientali) e loro successivo lavaggio/disinfezione all’esterno della porcilaia;
  • primo lavaggio della sala e delle attrezzature interne, abbinato a un detergente tensioattivo, con lo scopo di ammorbidire e disgregare le incrostazioni di materiale organico;
  • secondo lavaggio con acqua ad alta pressione, finalizzato all’asportazione delle incrostazioni, al risciacquo del detergente e alla pulizia accurata delle superfici;
  • disinfezione finale con prodotti adeguati.
  • Le aree esterne prospicienti alle porcilaie e l’intera viabilità aziendale per i mezzi interni ed esterni devono essere mantenute pulite e sgombre; in esse non devono essere depositati rifiuti di qualunque tipo o oggetti non necessari alle attività d’allevamento.
  • È obbligatorio adottare un piano di controllo dei roditori, con indicazione delle condizioni, dei tempi e delle modalità di attuazione, dei prodotti utilizzati, delle zone da trattare, della frequenza e delle verifiche sull’efficacia dei trattamenti.
  • I rifiuti prodotti nell’allevamento devono essere stoccati in apposito deposito nelle modalità previste dalle norme; il loro trasporto e smaltimento deve essere affidato a ditte specializzate.
  • I suini morti devono essere stoccati prima possibile in apposite celle frigorifere. Le successive operazioni di smaltimento devono essere affidate a ditte specializzate.
  • La rimozione degli effluenti zootecnici dalle porcilaie deve essere frequente e regolare, per garantire agli animali allevati le migliori condizioni di benessere, igiene e sanità, limitando lo sviluppo di parassiti, e per limitare le emissioni di gas tossici in ambiente. Gli effluenti rimossi da una porcilaia possono venire in contatto con gli effluenti delle altre porcilaie soltanto quando sono all’esterno degli edifici d’allevamento.
  • Trattamento farmacologico degli animali
  • Le profilassi vaccinali previste per legge sono consentite.
  • L’utilizzo di antibiotici e sulfamidici è vietato.
  • Antinfiammatori , antipiretici, prodotti vitaminici e zinco a dosaggio terapeutico sono consentiti secondo le disposizioni di legge previste dell’autorità sanitaria.

Formazione del personale

  • Il personale addetto alla cura e alla sorveglianza degli animali deve avere adeguate capacità, conoscenze e competenze professionali sulle disposizioni pratiche indicate nella normativa sul benessere dei suini.
  • Inoltre, detto personale deve trattare gli animali con calma e tranquillità, mantenendo una routine di lavoro la più costante possibile ed evitando atteggiamenti aggressivi e violenti.

Difesa dell’allevamento

  • Persone e mezzi devono avere accesso all’interno dell’allevamento soltanto se autorizzati dal responsabile aziendale.
  • Le persone autorizzate prima di entrare in allevamento devono cambiarsi, indossando vestiti e calzature puliti, oppure calzari e apposite tute usa e getta a copertura totale (viso escluso), da distruggere dopo l’uso.
  • Per ridurre i rischi di trasmissione aerea di alcune malattie dei suini, la distanza minima dell’azienda da altri allevamenti non deve essere inferiore a 3 km.

Caratteristiche commerciali

  • Carcassa di suino depilata, svuotata dalle interiora e suddivisa, lungo la spina dorsale, in due mezzene.

Etichettatura e utilizzo del marchio di certificazione

  • Il suino antibiotic free, ossia allevato senza utilizzo di antibiotici e sulfamidici, prevede un’apposita certificazione di conformità del prodotto a quanto dichiarato nel presente disciplinare.

Piano delle prove di conformita’

Misurazioni di controllo

  • Test per l’analisi dei residui di antibiotici e sulfamidici negli alimenti.
  • Test per l’analisi dei residui di antibiotici e sulfamidici nella carne e nei prodotti trasformati.

PIANO DELLE VERIFICHE ISPETTIVE

Siti oggetto delle verifiche ispettive

  • Allevamenti selezionati per la produzione dei suini antibiotic free.

Numerosità e frequenza delle verifiche ispettive

  • Due volte per singolo ciclo produttivo.

Gli elementi oggetto di verifica ispettiva

  • Verifica in allevamento dei parametri tecnici indicati nel presente disciplinare.

PARTE SECONDA (riservata)

GENERALITA’

Sistema di gestione

  • La filiera antibiotic free prevede il coinvolgimento diretto di:
  • allevamenti di suini da accrescimento-ingrasso,
  • un mangimificio,
  • un impianto di macellazione,
  • un impianto di trasformazione carni,
  • un gruppo della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

Approvvigionamento

  • I mangimi destinati ai suini della filiera antibiotic free devono provenire da mangimificio in grado di garantire l’assoluta assenza di contaminazione con antibiotici e sulfamidici e la perfetta rintracciabilità della produzione.

Processi di produzione, trasformazione e distribuzione

  • Fase d’allevamento di suini da accrescimento-ingrasso.
  • Fase di trasporto dei suini da ingrasso dall’allevamento all’impianto di macellazione.
  • Fase di abbattimento dei suini.
  • Fase di lavorazioni delle carni.
  • Fase di trasformazione delle carni.

Identificazione e rintracciabilità

  • Per ogni fornitura di suini l’allevamento da riproduzione che consegna gli animali deve rilasciare documentazione che garantisca l’origine degli animali.
  • Per ogni fornitura di suini l’autotrasportatore che consegna gli animali deve rilasciare documentazione che il mezzo di trasporto è omologato e che le modalità di trasporto sono state conformi alla normativa vigente.
  • Per ogni fornitura di alimento il mangimificio deve consegnare al titolare dell’allevamento la formula del mangime e la dichiarazione di assenza di contaminazione da antibiotici e sulfamidici.
  • L’allevatore che detiene gli animali deve tenere un registro in cui vengono registrati i flussi di animali e i materiali che influenzano direttamente il prodotto oggetto della certificazione e in cui viene conservata tutta la documentazione necessaria. Il registro permette la rintracciabilità delle partite di animali e mangimi.

Controllo dei processi

Fase di trasporto dei suini dall’allevamento di riproduzione all’allevamento da ingrasso. Questa fase deve essere controllata mediante le seguenti verifiche:

  • presenza per ogni carico della documentazione che attesta la provenienza dei suini;
  • presenza della documentazione che dichiara che le procedure adottate per il trasferimento dei suinetti sono conformi a quanto previsto dal regolamento CE n.1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto.

Fase di allevamento di suini da accrescimento-ingrasso. Questa fase deve essere controllata mediante le seguenti verifiche:

  • durata del periodo di vuoto sanitario nei locali dove vengono allevati i suini;
  • superficie di stabulazione adottata. La superficie di stabulazione deve essere almeno del 100% superiore a quella prevista dalla normativa vigente;
  • presenza in ogni box di stabulazione di almeno un idoneo arricchimento ambientale;
  • numero di animali per singolo abbeveratoio;
  • corretto funzionamento degli abbeveratoi all’interno di ogni porcilaia;
  • fronte unitario al truogolo per ogni box;
  • presenza di adeguato box infermeria per ogni porcilaia;
  • verifica che nelle aree prospicienti alle porcilaie non siano depositati rifiuti;
  • documentazione che attesta il piano di controllo dei roditori;
  • presenza di deposito rifiuti dell’allevamento.

Fase di trasporto dei suini dall’allevamento da ingrasso all’impianto di macellazione. Questa fase deve essere controllata mediante le seguenti verifiche:

  • documentazione per ogni carico che attesta l’omologazione del mezzo di trasporto;
  • documentazione che attesta che il trasferimento dei suini è conforme a quanto previsto dal regolamento CE n.1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto.

Fase di abbattimento dei suini, lavorazioni delle carcasse e trasformazione. Questa fase deve essere controllata mediante le seguenti verifiche:

  • documentazione che dichiara che le procedure adottate per l’attesa premacellazione dei suini da ingrasso sono conformi a quanto previsto dal regolamento CE n.1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento;
  • dichiarazioni dell’impianto di macellazione e del trasformatore che nelle fasi di lavorazione delle carni e di trasformazione il prodotto non è stato contaminato con antibiotici o sulfamidici.
  • L’allevatore che detiene gli animali deve gestire l’allevamento e somministrare solo gli alimenti e i prodotti secondo quanto consentito dal presente disciplinare.
  • Il veterinario che segue l’allevamento deve prescrivere solo i prodotti consentiti dal presente disciplinare.
  • Il proprietario degli animali deve controllare tutte le fasi di allevamento e garantire che i suini consegnati al macello siano stati allevati nel pieno rispetto del disciplinare in oggetto.
  • Il Piano dei controlli deve essere riesaminato con frequenza annuale.

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